Proprio l'altro giorno stavo pensando
"E' da un po' che il mal di schiena non si fa sentire"
Le ultime parole famose
ma porc...
Realizzati con Photoshop.
Su aNobii con il gruppo di lettura:
Quella de "Il conte di Montecristo" è incompleta poichè dobbiamo decidere la suddivisione dei capitoli.
Quando sarà pronta la lista sistemo anche l'immagine della mappa (magari ci metto un filtro).
L'altro giorno sono tornata a casa dopo una giornata infinita a lavoro.
Era caldo e finalmente vedevo il sole.
Beh, insomma, dopo settimane di pioggia finalmente non sono rientrata con l'ombrello!
Comunque, sono arrivata e in giardino ho trovato i miei due nipotini (A. e G.), di 7 e 9 anni, che giocavano a pallone. *Ogni volta che li vedo giocare lì, mi ritrovo a pensare alla mia infanzia.*
Li ho salutati e sono entrata in casa per posare borse, maglia e scatole.
Poi mi son detta perchè non leggere un po'? Magari con qualche biscotto al cioccolato...In poche parole, stavo allegramente cazzeggiando.
Ero persa nel romanzo del momento, quando A. mi ha chiamato dal giardino; pensando fosse successo qualcosa ai due pargoli, ho corso sul pavimento lucido di cera -rischiando di spiaccicarmi sul muro- per arrivare dalle due pesti e sentirmi dire:
-Ziiiiaaa il pallone ci è finito dall'altra parte del muroooooo!
Ho sacramentato in turco per lo spavento preso e poi il mio sguardo si è spostato sul muro.
Il Signor Muro e l'orco che ci stava dietro...
Da piccola facevo molta attenzione a non lanciare palloni dall'altra parte di quel colosso di 3 mt grigio e minaccioso, perchè sapevo che il padrone di quel mostro era un orco: il classico vicino che non è mai stato bambino. Lui è nato già grande, senza capelli e incazzato.
E le piccole canaglie mi stavano implorando di andare a prendere sto stramaledetto pallone...
Sono entrata in modalità zia modello e ho detto:
-Lo avete lanciato voi, quindi io vi accompagno dal signor R. e glielo chiedete voi! La responsabilità è vostra cari.
Siamo arrivati davanti al cancello dell'or...del signor R., ho suonato il campanello con le mani sudaticce e la gola secca. Le stesse sensazioni di quando ero bimba.
Nell'attesa che uscisse fuori, pensavo a come l'avrebbe presa il mio vicino: mi avrebbe fatto la ramanzina? MI avrebbe bucato il pallone? Avrebbe fatto un grugnito e aperto il cancello? E intanto aspettavamo, io con l'ansia e i due piccoli ignari della minaccia.
Aspetta e aspetta, dopo minuti una speranza mi illuminato: il tiranno non era in casa!
Con il tono saccente di una maestrina ho detto ai bimbi:
-Ecco, non c'è nessuno in casa e adesso rimarrete senza palla. Che vi serva di lezione, anche perchè il pallone rimarrà lì finchè non andrete VOI a prenderlo.
In realtà gioivo dentro come una matta per averla scampata, altro che lezione di vita!
Che zia degenere...