Storia trita e ritrita? Forse, ma anche No signori miei.
Concordo con chi dice che di Zorro ormai si conoscano le avventure: quelle attendibili, quelle straordinarie e quelle impossibili; la sua doppia vita smidollato/eroe prestante; il suo successore come c'hanno mostrato Banderas & Co; e l'esistenza di quello color prugna (sì c'era anche quello, non sto scherzando).
Ma prima?
Nessuno si è mai preoccupato di come gli sia nata l'idea di diventare il paladino della giustizia? Perchè abbia scelto il nome Zorro (volpe)? Di certo non perchè la zeta gli riesce meglio come firma...
Comunque io me lo sono chiesto molte volte e, a quanto pare, pure questa scrittrice .
La Allende ci narra l'inizio della leggenda dell'uomo mascherato, la sua giovinezza e la sua evoluzione.
E' il primo libro di Isabel A. che leggo e mi ha colpito per il suo stile fluido e la fantastica descrizione dei personaggi.
La bravura di questa scrittrice sta nel fatto che ci rende umano un personaggio complicato come Diego de la Vega. A volte è un fratello, un amico altre invece, uno sconosciuto dal carattere imprevedibile e ammaliante; allo stesso tempo risulta uomo ed eroe senza macchia, insomma l'uomo mascherato della porta accanto.
Il bello di questo libro sono appunto tutte le sfumature di questo animo intrepido con i suoi pregi e i suoi difetti, come ad esempio le orecchie a sventola...
Non descriverò gli altri personaggi, rovinerei il gusto della scoperta e della conoscenza di chi ha reso Zorro un mito.