

I primissimi ricordi sono avvolti da una leggera nebbiolina, che li attutisce e li rende simili a sogni.
Non ci si può chiedere: qual è il mio primo ricordo?
I bimbi hanno un'opinione tutta loro sul tempo, quindi anche i primi ricordi sono confusi cronologicamente nella memoria.
La domanda corretta dovrebbe essere invece: quanto riesco ricordare?
Non mi vergogno a dire che ho dei buchi nella mia memoria da far paura.
Eventi importanti, feste di compleanno, incidenti...puff!
Io so di aver partecipato a feste, di aver giocato e di essermi fatta male, ma non me lo ricordo.
Solo tramite testimonianze, foto e oggetti riesco ricostruire la mia storia. Peccato, mi sarebbe piaciuto ricordare il primo giorno di asilo invece di quell'accozaglia di immagini che si sovrappongono a suoni, ricordi di odori e colori.
Diciamo che i miei primi anni di vita risultano caotiche giostre di immagini...mmh...anche il periodo delle elementari risulta un po' sconnesso...mphf...diciamo che anche quello delle medie è un po' scarsino, per il resto forse c'è tutto.
Fortunatamente la rottura della gamba a quattro anni è stata resettata e questo, ne sono sicura, va bene.
Pure tutte le volte che i miei fratelli hanno tentato di uccidermi (accidentalmente, ovvio), già.
Mannaggia però, vorrei ricordare la prima volta che ho visto il mare, oppure il morosetto dell'asilo... invece ricordo la prima volta che uno stramaledetto granchio mi ha pizzicato l'alluce e quel demente di D**** che era già un porco a 5 anni.
E poi il destino è crudele, ricordo perfettamente tutte le mie peggiori figure, ne volete un esempio? Eccovene alcune:


Sto impazzendo... La mia cara Evolis non vuole stampare le card.
Nella mia testa si sovrappongono le date di scadenza del lavoro, una probabile soluzione all'inceppamento della macchina e l'angoscia di non riuscire a terminare il lavoro.
E' per questo che sto scrivendo: devo distrarmi da queste preoccupazioni, devo liberare la mente da pensieri negativi e apocalittici.
Non ho mai tenuto un diario segreto, non mi è mai piaciuto scrivere di me, se ne avessi avuto uno non ci avrei mai scritto la verità. Non avrei mai affidato alla carta i miei segreti e soprattutto i miei punti di vista.
Tutto questo pechè tempo fa cercavo sempre di essere neutrale alle situazioni con gli amici, familiari e colleghi. Accomodare tutti. Se tutte queste persone avessero scoperto i miei pensieri, quelli VERI, sarebbero impalliditi e si sarebbero incazzati. Poco ma sicuro.
Sia chiaro, non mentivo. Di certo quando mi si richiedeva un consiglio cercavo con tatto di dire la mia opinione. In più di un'occasione sarebbe stato più semplice mandare tutti a cò*/*+re, mi sarei risparmiata molte grane, ma la mia coscienza me lo impediva.
Poi qualcosa è cambiato.
Mancano esattamente 4 giorni e finalmente potrò staccare la spina!
Sono qui, la mia scrivania è in disordine, il telefono squilla ogni minuto e la fotocopiatrice vive di vita propria.
Ho proprio bisogno di una vacanza...ancora 4 giorni...
Penso che oggi arriverà anche un bel mal di testa a farmi compagnia. Non sto nella pelle.
4 giorni...
Sono sommersa dal lavoro, alla radio non fanno altro che parlare di sesso e mettono canzoni insulse. Non c'è che dire, questa è una giornata da cancellare, ma...
4 giorni.
E' a questo che sto pensando mentre osservo la lancetta dell'orologio. TIC TAC manca ancora molto alla fine della giornata.
Tra poco più di mezz'ora uscirò dall'ufficio, prenderò una boccata di aria fresca e mi immergerò nel traffico del rientro. M'incazzerò anche in auto, lo so già.
Vediamo, stasera sono sola a casa, bene. Mi ascolterò i Pink Floyd mentre leggo l'ultimo libro che ho comprato.